mercoledì 5 marzo 2008


Caro Gabibbo, ti scrivo questa mia storia che ormai va avanti da 15 anni circa e lascio a te la giusta interpretazione.

Nel 1949, anno della mia nascita, vivevo in una casa di 33 mq della Thyssen Krupp-AST al numero civico 34 insieme ai miei genitori e alle mie 2 sorelle. Vivevamo senza servizi igienici, acqua potabile e con gli infissi rotti. Costretti, altrimenti mio padre avrebbe perso il lavoro, dall’allora societa’ Acciaierie di Terni della quale mio padre era dipendente con la mansione di custode del lago adiacente alla casa.
Preciso che lo stabile in cui vivevamo era formato dai numeri civici 32, 33 e 34 che sino ad oggi esistono.
Nel 1964 si libera l’appartamento piu’ grande ossia il numero 32 e mio padre decide di trasferircisi visto la famiglia numerosa con il tacito consenso della societa’.
Nel 1969 mio padre va in pensione e nel 1976 muore di polmonite.

Fino al 1993 nessuno si e’ preoccupato della manutenzione dello stabile, sicche’, dato che abitavo con mia madre ormai anziana, mia moglie e i miei due figli piccoli, presi l’iniziativa di fare dei lavori di ristrutturazione e manutenzione della casa. Da allora cominciano le grane!
La oggi Thyssen Krupp decide di riprendersi tutti e 3 gli stabili(32,33e 34), facendo credere che gli stabili abbiano un solo numero civico ossia il 34.
Premettendo che dal 1964 ad oggi non esiste nessun contratto d’affitto per i numeri civici 32,33 e 34, la Thyssen Krupp cerca di ottenere tutto lo stabile presentando un contratto d’affitto di un altro stabile(gia’ di loro proprieta’)avente il numero civico 30, chiaramente per far cadere la possibilita’ dell’usucapione.
Per me e’ chiaro che ci sono degli imbrogli!
Quello che vorrei che mi fosse concesso di diritto e’ la possibilita’ di comprare lo stabile numero 32 o almeno di essere risarcito dei lavori da me fatti che allora mi costarono piu’ di 60 milioni di lire.

La Thyssen Krupp-AST sino ad oggi si rifiuta di ascoltare le mie richieste e non e’ disposta ad alcuna trattativa se non quella di sfrattarmi senza alcun riscatto.
Aggiungo in fine che negli ultimi anni mi vengono sottratti dalla busta paga dei soldi per le spese legali del processo vinto dalla societa’ con gli IMBROGLI e che l’8 aprile 2008 ci sara’ l’ennesima esecuzione di sfratto.

Vi allego dei file con le cronache dei giornali locali che riportano tutti gli attacchi subiti e da me respinti e proteste varie per farmi ascoltare dalla giustizia italiana.



Spero che da parte vostra ci sia interesse ad aiutarmi e anticipatamente vi porgo i miei sentiti ringraziamenti.


Distinti saluti
Delfino Cosson

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